"Dalla via Emilia al West...Prof.F.Guccini" idee di viaggio nel nostro territorio e non solo

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nelle terre Verdiane

il nostro viaggio inizia dall'uscita di Parma Ovest dell'autostrada A1 in direzione Fontanellato (per la via Emilia 13 km)

Fontanellato

Il territorio corrispondente all'odierna Fontanellato risultava abitato già durante l'età del bronzo, come dimostrato dagli studi compiuti da Luigi Pigorini alla fine del XIX secolo. Successivamente il territorio fontanellatese fu colonizzato dai Romani. Il toponimo Fontanellato deriva verosimilmente dal medioevale "Fontana Lata" (fonte estesa), con riferimento ai fontanili, sorgive naturali di pianura che si osservano ancora oggi nella Bassa parmense; lo stesso fossato d'acqua, tuttora presente intorno alla Rocca Sanvitale, è da associare a tali fenomeni sorgivi. Una massiccia bonifica avvenne poco dopo l'anno 1000 ad opera dei monaci cistercensi della poco distante abbazia di Fontevivo. A partire dal 1100, Fontanellato si trovò al centro delle lotte tra i nascenti Comuni, lungo la via Emilia; risale a quell'epoca il primo nucleo del castello: nel 1124 fu innalzata da parte dei Pallavicino la prima torre difensiva del borgo.

La Rocca Sanvitale:

 è un’imponente fortezza eretta nel XIV secolo su un preesistente edificio del XII secolo. Sottoposta a numerosi restauri, nel corso dei secoli è stata trasformata da fortezza difensiva a residenza dei nobili Conti Sanvitale che l’hanno poi abitata per circa sei secoli. Ha pianta quadrata con muri merlati e quattro torri angolari ed è tutt’oggi circondata da un ampio fossato alimentato un tempo dall’acqua prodotta da una risorgiva e risistemato all’inizio del XVII secolo dall’architetto parmense Smeraldo Smeraldi; l’entrata sul cortile interno avviene attraverso un ponte levatoio. Nel 1948 l’ultimo Conte cedette la Rocca con i suoi arredi al Comune, che ha provveduto successivamente a trasformarla in museo. Come vuole la tradizione, ogni antico maniero ha il suo fantasma, la Rocca Sanvitale ospiterebbe da poco più di 400 anni il fantasma di Barbara Sanseverino, Contessa di Colorno fatta decapitare nel maggio 1612 da Ranuccio I Farnese a seguito degli eventi della congiura dei feudatari. Della nobile dama, immortalata da Torquato Tasso nel sonetto «In lode dè capelli di D. Barbara Sanseverino Contessa di Sala» e sposa in prime nozze di Giberto Sanvitale, è conservato nella camera nuziale un ritratto, forse a sottolineare il legame speciale che sembra avesse con il castello di Fontanellato

Oratorio dell’Assunta:

La prima pietra dell’Oratorio, detto anche di San Gaetano, fu posata il 21 luglio del 1572 per volontà di Geronima Farnese, sposa di Alfonso Sanvitale, ma venne completamente restaurato nel 1720 per volontà di Domenico Bragadini.

Nel 1790 l’interno venne decorato da Antonio Bresciani. Capolavoro del Barocchetto è la splendida sagrestia lignea del 1720 opera di Giulio Seletti. Completò la decorazione il pittore Sebastiano Galeotti.

Chiesa di Santa Croce:

Gilberto Sanvitale fece costruire una cappella dedicata a Santa Croce nella prima metà del XV secolo, completata poi dal figlio Stefano. Venne trasformata in chiesa parrocchiale tra il 1503 e il 1509 per opera del Conte Giacomo Antonio Sanvitale ed allo stesso tempo ampliata e dotata di campanile. Nel 1912 venne ampiamente restaurata per opera dell’architetto Lamberto Cusani conservando alcuni elementi originari.

La Chiesa conserva pregevoli dipinti del ‘700 e una cappella collegata al corpo della chiesa, nonché numerose le opere che riportano lo stemma della casata Sanvitale: “Il Battesimo di Cristo”, “L’Annunciazione con Santa Lucia”, l’altare del presbiterio e i sedili del coro

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Teatro Comunale:

Nel 1681 il teatro fu progettato personalmente da Alessandro Sanvitale ma demolito completamente nel 1832. L’attuale struttura risale al XIX secolo e si basa sul progetto presentato nel 1858 dall’architetto Pier Luigi Montacchini; venne infine terminato nel 1866 dall’architetto Pancrazio Soncini, anche se subì in seguito diverse spoliazioni e un intervento conservativo nella seconda metà del ‘900. L’esterno si presenta in forme semplici con la facciata chiusa da un timpano e un’entrata principale affiancata da due entrate laterali.

Ex scuderie Sanvitale, villa Gandini e Parco botanico

Si tratta di due edifici strettamente collegati tra loro, seppur costruiti in tempi successivi.

Nel 1832 venne demolito il portico gotico-lombardo, probabilmente a servizio dell’originario teatro, per lasciare spazio a delle bellissime serre fredde neoclassiche e ad una serie di orti botanici.

All’edificio venne annesso nel 1800 il Conservatorio femminile che durante la Restaurazione fu trasformato in abitazione civile e ceduto nel 1935 alla famiglia Gandini. Il parco botanico con alberi secolari con più di seicento anni – annesso alle ex scuderie con il portico – è visitabile accedendo alla villa In Villa inserita nel circuito delle Dimore Storiche Italiane.

Santuario della Beata Vergine del Rosario

Il Santuario, che si eleva al difuori del centro storico, è basato su di un preesistente oratorio dedicato nel 1397 a San Giuseppe e donato dal Marchese Galeotto Lupi di Soragna ai frati Domenicani, invitati a Fontanellato da Veronica da Correggio – vedova di Giacomo Antonio Sanvitale – perché assistessero la popolazione del borgo. Il primo nucleo del santuario venne costruito nel 1514. Dopo il saccheggio del 1531 e la demolizione del 1543 venne ricostruito il tempio e il monastero dedicandoli a San Giuseppe. Solo dopo il Concilio di Trento viene promosso il culto della Madonna con il titolo di “Regina del Santo Rosario”  che richiama tutt’ora numerosi pellegrini. La facciata attuale si deve al progetto di Lamberto Cusani, del 1912-13, e all’opera dello scultore Ettore Ximenes, che recuperò anche le statue della facciata del XVIII secolo.

I vecchi lavatoi in centro storico

I vecchi lavatoi a Fontanellato erano due: uno in via del Fontanino e uno in vicolo Zambelloni del 1878. Qui le massaie nel Novecento andavano a lavare i panni e i carrettieri abbeveravano i cavalli. Recuperati e riqualificati, con un restyling urbano che ha interessato tutta la via e la piazzetta antistante punteggiata da panchine e fioriere offre una meravigliosa vista prospettica verso la Rocca.

Il Labirinto

Il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci – straordinario parco culturale con il più grande labirinto al mondo di bambù – con pianta a stella copre 7 ettari di terreno ed è realizzato interamente con piante di bambù di specie diverse è stato progettato da Franco Maria Ricci con gli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto. Ospita spazi culturali per più di 5.000 metri quadrati, destinati alla collezione d’arte di Franco Maria Ricci (circa 500 opere dal Cinquecento al Novecento) e a una biblioteca dedicata ai più illustri esempi di tipografia e grafica, tra cui molte opere di Giambattista Bodoni (su cui Ricci ha curato recentemente uno splendido volume monografico) e l’intera produzione di Alberto Tallone. Completano questa collezione storica tutti i libri curati da Franco Maria Ricci in cinquant’anni di attività.

Al centro del Labirinto della Masone trovate una piazza di duemila metri quadrati contornata da porticati e ampi saloni: ospiterà concerti, feste, esposizioni e altre manifestazioni culturali. Prospiciente la piazza, una cappella a forma piramidale ricorderà il labirinto come simbolo di fede.

Frazione di Priorato

Ai confini del paese sorge il nucleo di Priorato con la Chiesa dedicata a San Benedetto. La fondazione del monastero da parte dei Benedettini dell’Abbazia di Leno in Fontana Lata risale al 1013. Nel tempo il convento si è ampliato ed arricchito e nel 1332 al monastero viene attestata la dignità di Priorato, staccandosi dall’Abbazia di Leno nel 1470. La chiesa subì diverse ristrutturazioni, la prima nel 1745 e a seguire fino al primi anni del XVIII secolo. Notevoli sono anche gli arredi interni e un organo della fine del secolo XVIII in origine dipinto a tempera.

testi e foto  Galassiacamper, Fontanellato.org, Wikipedia.

 per informazioni ulteriori:  http://www.fontanellato.org/  per chi decide di fermarsi a Fontanellato per la notte, sosta camper comunale a pagamento con tutti i servizi  Via Polizzi / Via XXIV Maggio , Fontanellato

si prosegue per...Soragna (7,5 km)

un piccolo affascinante borgo della pianura Emiliana ricco di storia, l'attrazione principale è incentrata sulla rocca

La Rocca fu edificata nel 1385 dai marchesi Bonifacio ed Antonio Lupi che nel 1347 avevano avuto da Carlo IV l’investitura feudale sul territorio, potere che esercitarono fino alle soppressioni napoleoniche. E’ probabile che il primo fortilizio, a pianta quadra e con le quattro torri ai lati, sorgesse già in capo ad un anno, mentre nel 1392 fu completato il muro esterno. A quei tempi l’edificio si presentava come una poderosa rocca munita di ogni difesa contro gli attacchi esterni. Con il passare del tempo e il consolidarsi delle Signorie, le lotte fra i feudatari si fecero però via via più rare e il castello poté quindi ingentilire le sue strutture e diventare un piacevole e comodo palazzo, pur conservando anche le sue strutture antiche. Il castello subì, infatti, dei consistenti rifacimenti strutturali soprattutto nel Cinquecento ma fu solo nel secolo successivo che divenne una sfarzosa residenza principesca, aspetto che conserva tutt’oggi. Successive modifiche sono state portate dal parmigiano Angelo Rasori e dal piacentino Antonio Tomba rispettivamente nel ‘700 e nell’800. La Rocca, arricchita nel tempo di innumerevoli opere d’arte e di inestimabili testimonianze del passato, è sempre rimasta di proprietà della famiglia Meli Lupi. Per gli amanti del Brivido..Donna Cenerina, Anticamente un crudele delitto ha tinto di rosso le mura della Rocca di Soragna: si tratta dell’uccisione di Cassandra Marinoni di Milano, più nota ai soragnesi con il soprannome di Donna Cenerina, sposa del Marchese Diofebo II Meli Lupi ed assassinata dal cognato Giulio Anguissola nell’anno 1573, presumibilmente per motivi di interesse. Si trattò di un oscuro fatto di sangue, mai vendicato, che suscitò orrore in tutta la regione e da cui ben presto sorse la leggenda del fantasma di Donna Cenerina che vagherebbe sconsolata e senza pace nelle Sale della Rocca, accompagnandosi con fenomeni inquietanti ed inspiegabili, foriera nei secoli di innumerevoli presagi per i signori del castello. Si narra infatti che Donna Cenerina appaia soprattutto quando sta per accadere qualcosa di negativo ai suoi discendenti.

 testi Galassiacamper, Rocca di Soragna , foto Rocca di Soragna https://www.roccadisoragna.it/  per chi desidera Pernottare a Soragna,  Area attrezzata nel parcheggio asfaltato in via Matteotti a 500 mt dalla Rocca di Soragna. Apertura annuale.

si prosegue verso la storia e vita del grande maestro.. dove è nato...Roncole Verdi  (5,2 km)

 sulla Strada del Culatello si incontra un piccolo villaggio che deve la propria notorietà alla casa natale di Giuseppe Verdi, oggi meta di numerosissimi visitatori. Duecento anni fa era una modesta casadi campagna situata in unapiccolissima frazione,rimasta come allora, di poche case. Nell'edificio, adibito anche a posteria, il padre gestiva un'osteria e una bottega di generi vari; la madre era filatrice,dopo il restauro, la casa è diventata un percorso museale multimediale, innovativo, in cui si possono visitare gli ambienti in piena autonomia, con l’aiuto di un tablet  e delle cuffie, che rendono la visita suggestiva e ricca di approfondimenti sulla vita del grande Maestro. Nella visita è la voce di Giuseppe Verdi bambino che vi guida stanza per stanza. Toccando alcuni punti sensibili dello schermo è possibile leggere interessanti note etnografiche o visualizzare brevi video con ricostruzioni storiche ambientate negli stessi spazi della casa. Su alcune superfici interne del museo sono poi proiettate immagini fugaci e suggestive che popolano gli ambienti, ricordando il teatro delle ombre. Legata alla fama di Verdi è anche la vicina Chiesa di San Michele del XVI-XVII secolo, in seguito più volte rifatta, dove il Maestro fu battezzato. Al suo interno, è visitabile l'organo sul quale si esercitava da bambino sotto la guida di don Pietro Baistrocchi, il sacerdote che fu il suo primo insegnante di musica.

testo e foto Galassiacamper, per informazioni: http://www.casanataleverdi.it/

e si prosegue dove è vissuto... Busseto (5,7 km)

importante centro agricolo della Bassa parmense, Busseto si trova all’estremità nord occidentale della provincia di Parma, a circa 40 km a nord-ovest dalla città di Parma e a circa 8 km a sud del fiume Po. l’importanza di questa zona è soprattutto collegata alla figura di Giuseppe Verdi, nato nella vicina frazione di Roncole e vissuto gran parte della sua vita a Busseto. La figura del Maestro continua ancor oggi ad affascinare non solo gli appassionati di musica, ma anche tutti coloro che sono interessati alla vicenda umana del compositore, profondamente legata al nostro Risorgimento.A Busseto che si possono scoprire i luoghi più significativi legati alla vita del compositore, a partire da Piazza Verdi, dove troneggia il monumento in bronzo dedicato al Maestro. Sulla piazza, oltre alla Rocca duecentesca un tempo dimora dei Pallavicino, e ora sede del municipio, si affacciano il Teatro Verdi, datato tra il 1856 e il 1868 e Casa Barezzi, dove il compositore visse con la moglie Margherita Barezzi. La casa racchiude al suo interno numerosi cimeli - testimonianze della formazione e della futura carriera di Verdi - lettere autografe, documenti iconografici, ritratti originari del Maestro e dei suoi esecutori durante il secolo scorso. Subito fuori dalle antiche mura della città, un'altra significativa tappa di questo percorso è rappresentata da Villa Pallavicino. La bella costruzione rinascimentale oggi ospita il Museo Nazionale Giuseppe Verdi

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testi e foto  Galassiacamper, informazioni su:  https://www.museogiuseppeverdi.it  http://www.bussetolive.com/it/

Per chi desidera pernottare nella zona di Busseto, ecco le aree di sosta autorizzate:

Piazzale Renzo Martini, Busseto: ampia area di sosta in asfalto con zone ombreggiate, a pochi passi dal Centro storico.

Via Donizetti, Busseto: parcheggio in asfalto, accanto al Centro storico.

Via Carlo Verdi, Roncole Verdi: ampia area attrezzata con servizi igienici per uomini, donne e portatori di handicap, di recente realizzazione.

in nostro viaggio finisce idealmente con la tavolata alla camperista e il suo brindisi di arriverci a cui ci uniamo virtualmente.

questo intinerario è pensato per un fine settimana di 2 giorni, se avete più tempo le terre del Granducato di Parma offrono molte cose belle da vedere in pochi chilometri.

Claudio Marisa

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